AUTOGESTIONE NON REPRESSIONE

A seguito dello sgombero dell’aula Autogestita C1, lo scorso marzo la nostra associazione ricevette l’invito a partecipare ad un tavolo di discussione tra l’amministrazione dell’Ateneo, associazioni universitarie, collettivi studenteschi e quanti volessero intervenire. Partecipammo all’incontro che voleva, maldestramente, porsi come un’apertura della dirigenza universitaria ad un dialogo con gli studenti sulla possibilità di avviare un progetto per un’aula autogestita. Avevamo, di fatto, da poco vissuto il violento e tutt’ora ingiustificato sgombero dell’aula Autogestita C1  da parte del Rettore attraverso il massiccio dispiego di forze dell’ordine e ci sedemmo a quel tavolo con il forte pregiudizio che fosse stato convocato come una sorta di goffo tentativo da parte dell’amministrazione di rimediare all’immagine autoritaria che si era data,permettendo a plotoni di forze dell’ordine di entrare in una facoltà per cacciare degli studenti. L’incontro non portò ad alcun risultato concreto. Si arrivò a discutere di uno spazio che più che un’aula autogestita dagli studenti e per gli studenti si sarebbe presentato come uno “spazio studenti” regolamentato dall’alto ma anche quella blanda prospettiva rimase sulla carta. Il tavolo non venne più convocato e finì nel dimenticatoio insieme agli altri tavoli sugli spazi (università,Ersu,comune) che in quel periodo miracolosamente nacquero pieni di buoni propositi.

Da li il vuoto fino alle ultime elezioni universitarie,durante le quali un nuovo collettivo che sta nascendo ad Urbino, dopo diversi incontri che ci hanno visti partecipi, ha chiamato un’assemblea pubblica sull’autogestione, tornando a parlare in maniera concreta di spazi.

Il bisogno scaturito in assemblea è stato quello, urgente, di avere all’interno dell’Ateneo uno spazio autogestito. Fuorikorso che da sempre condivide quest’idea, tanto da averla considerata parte integrante del programma con cui si è presentato alle elezioni studentesche non poteva far altro che accogliere con entusiasmo un’assemblea sull’autogestione. Sottolineando, oltretutto, il ruolo fondamentale che in questi anni le associazioni universitarie hanno avuto nel promuovere iniziative culturali e di approfondimento e la difficoltà nel trovare spazi dove svolgerle.

Crediamo che dentro un’università un esperimento di autogestione sia di fondamentale importanza.

Crediamo in uno spazio autogestito vivo che risponda al principio tipicamente democratico della libertà di partecipazione attiva e concreta secondo il quale le decisioni che riguardano quello spazio spettino a chi quello spazio lo crea, lo vive e lo fa vivere.

Crediamo in uno spazio in cui possa praticarsi liberamente autoformazione,in cui si possano  sperimentare diverse modalità di fare didattica,in cui si possa concentrare il libero scambio di conoscenza teso ad una presa di coscienza più indipendente possibile da ciò che una società impone come assioma e all’acquisizione di un forte spirito critico.

Crediamo in uno spazio volto alla responsabilizzazione degli studenti, che fornisca gli strumenti adatti per valorizzare e ampliare il proprio progetto formativo arricchendo e stimolando la didattica dei docenti, fronteggiando cosi le politiche dei tagli che hanno ridotto l’università pubblica italiana a semplice esamificio.

È partendo da questi punti basilari che come associazione universitaria e in primis come studenti non possiamo accettare che l’incontro lunedi 22 ottobre, dopo poche ore, si sia dovuto spostare fuori dagli edifici universitari sotto la minaccia di denuncie da parte delle forze dell’ordine intervenute minacciosamente su richiesta dell’amministrazione universitaria e che nei giorni seguenti, per tutta risposta, le aule del Polo didattico Paolo Volponi che non prevedevano al loro interno lezioni siano rimaste chiuse a chiave mentre un numero consistente di agenti in borghese era presente all’interno della struttura. La militarizzazione dell’università, voluta dal Rettore e dal Direttore Generale per bruciare sul nascere ogni forma di critica,dissenso, autoformazione proveniente da ambiti da lui non controllati, non è cosa nuova ad Urbino. È una storia a cui oramai siamo abituati e che spesso nei mesi scorsi abbiamo denunciato ma pare che questa Università non voglia smettere di sbalordirci. Crediamo che lunedi, minacciando di denuncia studenti e studentesse dentro una facoltà universitaria sia stato gravemente minato il nostro diritto,diritto di tutti garantito costituzionalmente, di riunirsi.

Condanniamo aspramente la condotta del Rettore dell’ Università di Urbino chiedendogli apertamente dove voglia arrivare con queste continue incursioni delle forze dell’ordine contro gli studenti dell’università.

Chiediamo,inoltre, fin da subito che tutte le associazioni,collettivi, gruppi studenteschi e rappresentanze prendano immediatamente e pubblicamente posizione riguardo all’intollerabilità della vicenda avvenuta.

Associazione Universitaria Fuorikorso Urbino

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FuoriKorso Link Urbino

Fuorikorso Link Urbino è un’associazione universitaria che si riconosce negli ideali antifascisti, democratici e laici. Promuove l’aggregazione socio-culturale e la partecipazione studentesca.

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