ELEZIONI UNIVERSITARIE.. ECCO PERCHE’ CAMBIARE

 

Urbino ha una lunghissima e solida tradizione universitaria e culturale nel suo territorio, motivo di orgoglio per chi studia e abita in queste terre.  Una tradizione che non trova però riscontro nel dato presente, che ci pare descriva in maniera impietosa un crescente declino tanto dell’università  che della città urbinate. Registriamo inoltre come negli ultimi anni, complici la crisi economica e la riforma universitaria targata più da Tremonti che dalla Gelmini, si sia assistito ad un costante declino dell’università pubblica e di un inquietate arretramento di quel complesso di garanzie giuridiche – a salvaguardia degli studenti – e visioni culturali – solidali e lungimiranti – che stavano alla base del sistema universitario europeo, nonché italiano.

In Italia questo processo di arretramento è stato particolarmente vistoso e aggressivo  e le istanze mosse per anni dalle categorie più deboli e fondamentali dell’università,  ricercatori e studenti, sono rimaste assolutamente inascoltate e spesso tacciate come miopi conservatorismi ideologici. Similmente questo è accaduto ad Urbino, dove alle lotte politiche di rilevanza nazionale si intrecciavano anche questioni locali non meno gravi.

Il composito movimento studentesco ad Urbino si è trovato spesso a dover vestire i panni della sentinella, sempre vigile ma che alla sua prima disattenzione ecco che arretravano diritti e garanzie posti a tutela degli studenti. Così è avvenuto per le borse di studio, non più garantite a metà degli aventi diritto. Sono stati necessari mesi di manifestazioni, assemblee e un’occupazione per far sì che la piattaforma rivendicativa (non solamente riguardante le borse di studio) venisse ascoltata. Il risultato fu ripristinare solo una parvenza di normalità, ossia venne spalmato su tutti i borsisti il fondo a loro destinato ma che era ed è tutt’ora insufficiente,  garantendo  solo i servizi mensa e alloggio senza assicurare la quota monetaria, senza aumentare lo stesso (il fondo) per riuscire a garantire la borsa di studio a tutti gli aventi diritto. C’è chi l’ha considerata come l’avvenuta garanzia dei diritti per tutti, noi preferiamo constatare che il risultato è stato che tutti hanno avuto meno diritti, e facciamo molta fatica a considerare il mal comune mezzo gaudio nei termini di una vittoria politica.

Tempo fa accadde anche che, di fronte al dato di fatto di collegi universitari da ristrutturare e privi delle norme ad hoc in grado di accogliere studenti disabili, la candida ed imparziale amministrazione ERSU ha deciso di non accoglierli più. I collegi non erano adatti, c’era un problema concreto da risolvere. Ma come un falso innocente preferì inviare un sms che invitava quegli studenti ad andarsene di lì a qualche ora. L’ERSU non fu in grado di adempiere al proprio dovere, e ancora una volta fece proprio un vergognoso costume amministrativo che suggerisce che, quando le regole si fanno scomode e non si è in grado di garantire un servizio, è preferibile aggirarle e nascondere la testa sotto la sabbia. Il problema ancora una volta ha richiesto l’intervento degli studenti. Ovviamente non si potevano ristrutturare i collegi da un giorno all’altro, ma è di quel periodo la nascita del costoso e prestigioso collegio internazionale i cui alloggi sono a pagamento e non destinati agli studenti borsisiti e disabili. Gli esempi potrebbero continuare, ma non cambierebbero la sostanza delle cose e la decadente routine che li determina: data la crisi economica, la famosa coperta si accorcia e anche l’amministrazione la tira dalla parte sbagliata.

La crisi economica è un fatto, ma a chi farla pagare è una scelta politica. Ci si giustifica con l’affermazione che tutti devono fare la propria parte ma si dimentica il fatto che studenti, ricercatori, lavoratori, disabili,donne, immigrati e ceti medi in generale, stanno già facendo e da tempo la loro parte: pagando la crisi economica sul posto (non-posto) di lavoro, sull’autobus che prendono la mattina,spingendo il carrello della spesa .C’è una frase che echeggia:  “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. Ma la frase è inesatta e andrebbe riformulata:”pochi privilegiati hanno vissuto sulle spalle degli altri”, l’espediente del “siamo tutti sulla stessa barca” per ora è servito soltanto a nascondere il fatto che a pagare sono sempre i soliti noti.

Emerge l’esigenza di un’alternativa…

L’associazione FuoriKorso  si propone come tramite per attuare questa alternativa che vede l’Università come un progetto di conoscenza inclusivo, costruito comunemente tra studenti e docenti;  dunque un progetto che non può prescindere dalla difesa dei diritti degli studenti e delle studentesse, diritti che coincidono solo in parte col alla diritto alla borsa di studio o all’alloggio, ma risiedono anche nella garanzia di godere di un progetto didattico e formativo all’altezza dei tempi nuovi.

 

L’università di domani si costruisce oggi!

 

SCEGLI DI MERITARE DI PIU’

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Pubblicato da

FuoriKorso Link Urbino

Fuorikorso Link Urbino è un’associazione universitaria che si riconosce negli ideali antifascisti, democratici e laici. Promuove l’aggregazione socio-culturale e la partecipazione studentesca.

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