NON SI TRATTA SOLO DI UN’AULA!

Da una settimana prosegue la protesta studentesca che chiede la riapertura dell’aula studio del collegio Internazionale. Dal 18/01/2012 un nutrito gruppo di studentesse e studenti presidiano giorno e notte l’ingresso dell’aula studio per ottenere che questa venga restituita alla comunità studentesca. Questa semplice rivendicazione, che deve ancora trovare risposte adeguate, ha avuto la capacità di mostrare come sul diritto allo studio, e sugli spazi dedicati ad esso, ci siano molti, troppi, interessi.

Più di 1300 studenti hanno firmato il documento redatto al presidio permanente“Liberiamo l’aula studio” dalle studentesse e dagli studenti di diversi collettivi ed associazioni studentesche (Collettivo C1Autogestita/Studenti in Movimento, Collettivo Drude, Fuorikorso) che tengono vivo questo luogo di protesta e riflessione, ed è da questo dato che vorremmo partire. Le studentesse e gli studenti di Urbino sentono la necessità di una sala studio e ritengono che l’aula studio della ex-Casa dello Studente sia un luogo da riaprire, perché il più adatto, e storicamente destinato a questo.

La dirigenza dell’ERSU ha trattato la cosa a suo modo. Inizialmente il presidente dell’ERSU Giancarlo Sacchi ed il Direttore Massimo Fortini, con una lettera indirizzata al presidio permanente, da un lato si negano ad un confronto, dall’altra si impegnano a discutere in Consiglio di Amministrazione un presunto regolamento per la sala in questione. Negli scorsi giorni hanno però cominciato a rincorrersi voci, poi confermate da  una nota stampa, che vorrebbero una risoluzione del problema nell’apertura pomeridiana e serale, come aula studio, della mensa del Duca (Cibus). Una discussione non è stata aperta né con il rappresentante degli studenti all’ERSU, né tantomeno con i collettivi, le associazioni e i singoli che hanno costruito il presidio permanente.

Non vorremmo discutere troppo dell’idea grottesca di alternare una mensa con un’aula studio e della sua palese inadeguatezza (questa sì che ci sembra una “promiscuità” inconciliabile, presidente Sacchi! Ma forse basterà l’opinione dell’ASUR a dimostrarlo…). Ci chiediamo però quale logica ispiri chi ha ceduto alle lusinghe e ai ricatti di Sacchi e Fortini. Quei rappresentanti che al presidio non hanno partecipato, che non hanno discusso pubblicamente le proprie opinioni, come possono ora rendersi complici di quegli stessi amministratori che da anni speculano sul diritto allo studio? Hanno forse creduto ingenuamente di poterne trarre qualche beneficio? Ai nostri occhi sembra poca cosa di fronte alla possibilità di riappropriarsi collettivamente di uno spazio pubblico. Ci sembra parassitario, ed a questo punto attendiamo una presa di posizione ufficiale da parte dell’Università.

Restano aperte molte domande. Le più importanti. Cosa vuole fare l’ERSU di quello spazio pomposamente rinominato “Sala Convegni” dopo che per più di un anno e mezzo è rimasto praticamente sempre chiuso? Quali interessi ci sono dietro quella sala? E quindi, di cosa si occupa l’ERSU se non si interessa della possibilità per studentesse e studenti di disporre di spazi adeguati allo studio? L’ERSU si occupa di strutture ricettive per la convegnistica o si occupa di diritto allo studio?

Quest’anno più di mille studenti, ben oltre la metà degli aventi diritto, non ha ricevuto la parte monetaria della borsa di studio. La convenzione sui trasporti agevolati per gli studenti è stata abbandonata senza troppi rimpianti. Il servizio di assistenza disabili è stato drasticamente ridimensionato. I Collegi di De Carlo si trovano in un tremendo stato di abbandono, con evidenti problemi strutturali che incidono sulla sicurezza delle strutture. Per quale ragione dovremmo dare credito alle “scelte strategiche dell’ente”?

Abbiamo qui a che fare con uno dei peggiori esempi della classe dirigente di questo paese, e questo è evidente ai più. Ora c’è da stabilire fino a dove sono disposti ad arrivare pur di non compromettere i propri disegni. Noi non staremo fermi ad aspettare. Pretendiamo risposte chiare a una domanda collettiva. E non si tratta più solo di un’aula. 

Presidio permanente ‘Liberiamo l’aula studio’

(Collettivo C1Autogestita, Collettivo Drude, Fuorikorso)

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Pubblicato da

FuoriKorso Link Urbino

Fuorikorso Link Urbino è un’associazione universitaria che si riconosce negli ideali antifascisti, democratici e laici. Promuove l’aggregazione socio-culturale e la partecipazione studentesca.

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